Inventario delle gioie di Ippolito II d’Este portate in Francia, 21 ottobre 1535 (Modena, Archivio di Stato, Camera Ducale, Amministrazione dei principi, 925)
Questo inventario contiene alcune informazioni di grande rilievo per la preistoria del collezionismo del cardinale Ippolito II d’Este, rimontando al tempo del trasferimento in Francia, dove si stabilisce nel palazzo noto come Grand Ferrare, opera dell’architetto Sebastiano Serlio, a nord ovest del castello di Fontainebleau, sede della corte di Francesco I. È in questa grandiosa residenza, purtroppo perduta, che il 17 maggio 1546 Ippolito riceve il sovrano francese, e lo conduce in una visita notturna al suo camerino – «a lume di torze, le quali furno tutte torze bianche», come scrive l’ambasciatore Giulio Alvarotti.
Emerge qui un piccolo nucleo di dipinti che accompagneranno Ippolito nei suoi diversi spostamenti, fino a Roma e a Tivoli, dove spiccano due quadretti del ferrarese Ludovico Mazzolino, la Circoncisione e la Strage degli innocenti (oggi alle Gallerie degli Uffizi di Firenze), e due ritratti femminili di Palma il Vecchio. Queste opere vengono ora riproposte nella ricostruzione virtuale del cosiddetto Quarto camerino di villa d’Este (per cui si veda l’inventario del 1572), realizzata insieme con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e il Politecnico di Milano.
(a cura di Francesco Guidi)
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