Scaffale “tiburtino” (progetto “SPAFE” – DTC Lazio)

Inventario dei beni del Cardinale Ippolito II d’Este trovati nel Palazzo e giardino di Tivoli, 3-4 dicembre 1572 (Roma, Archivio di Stato, Notai del Tribunale A.C., notaio Fausto Pirolo, vol. 6039, cc. 356r-387r)

Questo estratto, insieme con i due che lo seguono, è ricavato dall’inventario dei beni di Ippolito redatto nel 1572. Per la nostra ricerca, finalizzata alla ricostruzione virtuale di alcuni ambienti della villa tiburtina, è di particolare importanza la notizia che «una statua del Cavaspino de marmoro tutta integra» era, all’altezza del 1572, ancora a Tivoli, in un ambiente con le pareti tutte rivestite di «corami di oro argento smaltati di rosso profilati di negro»; per lo stesso motivo, sono rilevanti la descrizione di «una fontanina lavorata a mosaico con una statua de marmoro tutta intiera nominata Fauno», naturalmente nella sala della Fontanina, oppure le informazioni materiche sugli arredi della prima sala Tiburtina, per cui si vedano le sezioni corrispondenti.

Si trova qui il cruciale elenco dei dipinti custoditi nel cosiddetto Quarto camerino del cardinale Ippolito: la Sacra famiglia con l’agnellino di Raffaello (Madrid, Museo del Prado); i ritratti di Enrico II di Francia, forse una copia da Clouet, e del duca Alfonso I, copia da Tiziano; e i due ritratti di donne ‘all’antica’ di Palma il Vecchio, la Schiava (Firenze, Gallerie degli Uffizi) e la Bella (Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza), che comparivano già nell’inventario del 1535. Sono identificazioni rese possibili dalle copie grafiche che Federico Zuccaro realizza nel 1567, quando lavora a Tivoli.

Fra le diverse notizie che possono utilmente essere impiegate per lo studio di villa d’Este, in questo inventario dei beni «nel Palazzo e giardino di Tivoli» vengono pure registrate con una certa cura le statue possedute da Ippolito, ma senza distinguere fra pezzi antichi e moderni, a quel punto tutti integrati indistintamente nel sistema predisposto dal grande antiquario napoletano Pirro Ligorio.