CLAUDIO CASTELLETTI
Si è formato come storico dell’arte moderna presso la Sapienza Università di Roma e l’École pratique des hautes études – PSL, Sorbonne, Paris, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Insegna Iconologia e Iconografia dell’età moderna presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e collabora nello stesso Ateneo come Docente del Master universitario di II livello in Nuove tecnologie per la comunicazione, il cultural management e la didattica della storia dell’arte. È membro del Comitato Scientifico della rivista di classe A (area 10/B1) Horti Hesperidum. Studi di storia del collezionismo e della storiografia artistica. È membro del Collegio degli Incaricati di Ricerca del Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma.
Dal 2024 lavora come ricercatore senior per il Distretto Tecnologico Beni e Attività Culturali Lazio – Centro di Eccellenza.
I suoi interessi di ricerca vertono sull’iconografia profana della prima età moderna, sulle interpretazioni visive delle fonti filosofiche e letterarie e sulla fortuna delle antichità nel Rinascimento.
Nell’ambito del progetto SPAFE sta studiando gli apparati decorativi e iconografici della prima sala Tiburtina e di altri ambienti di Villa d’Este a Tivoli, confrontandoli con le fonti testuali del Cinquecento e dei secoli successivi (Marco Antonio Nicodemi, Antonio Del Re, ecc.), in funzione di una ricostruzione filologica degli spazi esaminati e della loro lettura storico-critica, proponendo novità sulla figura di Ercole Sassonio nell’interpretazione antiquariale di Pirro Ligorio e nel contesto iconografico e programmatico di Villa d’Este.
Con Carmelo Occhipinti e Francesco Guidi, Claudio Castelletti ha presentato una relazione sull’andamento del progetto SPAFE al convegno Nuove prospettive di valorizzazione dei luoghi della cultura: i casi studio del CdE-DTC Lazio, organizzato dal Progetto Changes e tenutosi al Castello Angioino di Gaeta il 10 e 11 ottobre 2024.
Pubblicazioni recenti:
- Le cariatidi di Cesare Cesariano nel Vitruvio volgare del 1521: questioni eziologiche e iconografiche, in «Studiolo», 20 (2025), in corso di stampa
- Federico da Montefeltro con Ercole, Cesare e Scipione. La virtù del principe tra pax e bellum sul dritto della medaglia di Clemente da Urbino del 1468, in Le Marche e l’Adriatico nel Quattrocento. Arte e architettura tra eredità gotica e Rinascimento dell’antico, a cura di S. Frommel, G. Capriotti, F. Pappagallo, V. Burgassi, C. Castelletti, Maggioli, Santarcangelo di Romagna 2024, pp. 207-231
- L’Orco del Sacro Bosco di Bomarzo: fonti iconografiche, stilistiche e letterarie, in Scritti in onore di Alessandro Zuccari, a cura di P. Di Loreto, Etgraphiae, Roma 2024, pp. 135-145
- Meraviglia e prudenza.Vicino e Faustina Orsini, il Sacro Bosco di Bomarzo e le rime trascurate di Alessandro Guarnelli (1575), in “Horti Hesperidum”, 13, 2 (2023), pp. 127-165
Progetto SPAFE – DTC Lazio (a cura di Claudio Castelletti e Francesco Guidi)



