«Padre Resta e il Viceregno» di Luca Pezzuto (2009)

Che nella Roma di fine Seicento un oratoriano milanese della Vallicella, mercante di disegni la cui dote principale fu l’occhio del conoscitore temprato nella cerchia belloriana, abbia davvero contribuito a indirizzare la comprensione della pittura napoletana del Rinascimento potrebbe sembrare a prima vista improbabile.

A chi la pensi così andrebbe narrata la storia dei viaggi di Sebastiano Resta nel Mezzogiorno e soprattutto il suo intento, perseguito con ostinata convinzione, di organizzare un discorso artistico coerente lungo direttrici non soltanto cronologiche ma anche geografiche, servendosi di quell’inscindibile rapporto tra testo e immagine che sempre contraddistinse i suoi volumi di disegni per aprire uno squarcio sulla storia dell’arte italiana meno nota ai suoi contemporanei.

Questo libro si propone di restituire a padre Resta il giusto spazio nella storiografia del Vicereame, tra Giorgio Vasari e Bernardo De Dominici.

 

Luca Pezzuto insegna storia dell’arte moderna e storia della critica d’arte presso l’Università degli Studi dell’Aquila. È membro del Padre Resta Project e ha pubblicato numerosi articoli e saggi, tra cui Cola dell’Amatrice. I giorni di Roma, gli anni dell’Appennino(Milano 2018) e Giovanni da Capestrano. Iconografia di un predicatore osservante(Roma 2016). Ha recentemente curato il volume La Roma di Raffaele Riario tra XV e XVI secolo. Cultura figurativa e cantieri figurativi(Roma 2017), l’edizione critica La relazione di Margherita d’Austria e la Descrizione della città dell’Aquila di Marino Caprucci(L’Aquila 2018) e la mostra Cola dell’Amatrice. Da Pinturicchio a Raffaello(Ascoli Piceno, 17 marzo-15 luglio 2018).