Scritti di G.L. Bianconi


A supplemento del fascicolo III del 2013 di Horti Hesperidum sono pubblicati on line i tre articoli di antiquaria che, tra il 1775 ed il 1776, Giovanni Ludovico Bianconi pubblicò sulle pagine delle due riviste che fondò a Roma, ovvero le Efemeridi letterarie di Roma e l’Antologia romana:

- Pitture antiche trovate nella vigna laureti a S. Pietro in Vincola;  

- Le antiche camere delle Terme Di Tito, e le loro pitture restituite al pubblico da Lodovico Mirri Romano, delineate, incise, dipinte col prospetto, pianta inferiore, e superiore, e loro spaccati, descritte dall’abate Giuseppe Carletti romano;    

- Le antiche camere delle Terme Di Tito, e le loro pitture restituite al pubblico da Lodovico Mirri Romano, delineate, incise, dipinte col prospetto, pianta inferiore, e superiore, e loro spaccati, descritte dall’abate Giuseppe Carletti romano.

Bianconi si era a quel tempo interessato di alcuni scavi archeologici che dal 1775 l’antiquario e mercante d’arte romano Ludovico Mirri stava conducendo nell’area dell’Esquilino, per concessione di papa Pio VI. In questa zona erano stati riportati alla luce sedici grandi ambienti adorni di pitture che allora erano creduti parte dell’antico complesso delle Terme di Tito. Si trattava in realtà degli ambienti della Domus Aurea che, dopo la morte di Nerone, furono spogliati dei rivestimenti e delle sculture e riempiti di terra fino alle volte e che vennero completamente sepolti dalla costruzione delle grandi terme di Tito e di Traiano. Ebbene, tali ambienti vennero riportati alla luce dall’antiquario romano. Giovanni Ludovico Bianconi riuscì subito a cogliere la portata di tale scoperta archeologica e seguì con grande partecipazione il procedere degli scavi aggiornando, di volta in volta, il pubblico delle sue riviste.    

In questi articoli egli fornisce informazioni preziose: proprio da questi ambienti Raffaello Sanzio ed il suo discepolo ornatista Giovanni da Udine si lasciarono ispirare, più di duecento anni prima, nella realizzazione del programma decorativo ed ornamentale delle Logge Vaticane. Dalla lettura di questi reportages emerge infatti con grande forza l’ammirazione che Bianconi nutriva nei confronti del maestro rinascimentale. Nella Lettera scritta da Perugia al signor abate Carlo Bianconi in Roma Bianconi racconta al fratello Carlo della sua visita a Perugia, durante la quale egli si era messo a ricostruire l’opera del giovane Raffello.

Bianconi si preoccupa pure di pubblicare, sulle pagine della sua rivista, i resoconti che l’archeologo e storico dell’arte tedesco Johann Joachim Winckelmann scrisse ed inviò al principe elettore di Sassonia, indirizzati però al suo mentore ed amico Giovanni Ludovico Bianconi, da Ercolano, nel corso dei suoi viaggi effettuati tra il 1765 ed il 1767  nelle zone di Napoli, di Ercolano, Paestum e Pompei e riediti nel 1779, undici anni dopo la sua morte, sulle pagine dell’Antologia romana, precedute da un’introduzione di Bianconi dal titolo Antiquaria:

- Notizie sulle case degli antichi e particolarmente su quelle d’Ercolano;

- Notizie sulle pitture antiche d’Ercolano;

- Altre notizie sulle pitture antiche d’Ercolano;

- Notizie sulle sculture di bronzo d’Ercolano;

- Notizie sulle sculture di marmo d’Ercolano;

- Notizie su d’altre antichità di rilievo d’Ercolano;

- Notizie sopra altre antichità di Pompei, di Stabbia, di Pesto e di Caserta.

Si veda anche L'elogio storico del cavaliere Giovanni Battista Piranesi (1779).

Notizia pubblicata il 28 dicembre 2013 da Lara Sambucci (Università degli studi di Roma “Tor Vergata”. Lara Sambucci è autrice di un volume, in preparazione, sull’opera antiquaria di Antonio Mirri).